L’iniziativa del Centro è inutile: la penalizzazione del matrimonio è già stata abolita.

L’8 marzo 2026 il popolo ha detto «sì» alle urne all’imposizione individuale. Di conseguenza, la penalizzazione del matrimonio scompare a tutti i livelli statali: federale, cantonale e comunale. Il Consiglio federale ha fissato l’entrata in vigore al 1° gennaio 2032 e i Cantoni stanno già adeguando le proprie leggi. Quanto richiesto dall’iniziativa è già stato deciso da tempo. Non c’è più alcun problema che l’iniziativa del Centro può risolvere.

L’iniziativa riguarda solo l’imposta federale diretta. Nei Cantoni la penalizzazione del matrimonio continua a sussistere nonostante lo splitting: una coppia con due figli e un reddito di 70 mila franchi ciascuno paga più imposte rispetto alla stessa coppia non sposata in 17 Cantoni. Nel canton Argovia l’onere fiscale supplementare ammonta a circa 2 500 franchi all’anno. Nel canton Zurigo con due redditi di 100 000 franchi ciascuno l’onere fiscale supplementare raggiunge quasi 3 750 franchi (fonte: CH-Media, febbraio 2026). Solo l’imposizione individuale elimina la penalizzazione del matrimonio a tutti e tre i livelli statali. Chi vuole annullare questo cambiamento di sistema, come chiedono alcuni esponenti del Centro, mantiene la penalizzazione del matrimonio nei Cantoni.

L’iniziativa del Centro è una forzatura: una decisione popolare viene annullata ancora prima della sua entrata in vigore

Il Centro ha lanciato il referendum contro l’imposizione individuale e ha promosso il proprio modello durante la campagna di voto che ha perso. Ciononostante, il popolo dovrebbe nuovamente votare sullo stesso tema ancora prima che la prima decisione sia stata attuata. Questa forzatura costa milioni, blocca le amministrazioni pubbliche e crea anni di incertezza. È prevedibile uno scontro parlamentare e giuridico.

L’iniziativa fiscale riguarda solo l’imposta federale diretta. Nei Cantoni e nei Comuni rimane in vigore l’imposizione individuale, come ha chiaramente affermato il Consiglio federale. In caso di «sì», si applicherebbero quindi due sistemi fiscali contrapposti: l’imposizione congiunta a livello federale, l’imposizione individuale a livello cantonale e comunale. Nella peggiore delle ipotesi, le coppie sposate dovrebbero compilare tre dichiarazioni dei redditi. L’Amministrazione federale delle contribuzioni mette in guardia da «grandi difficoltà nell’applicazione». Ci sarebbe un aumento permanente della burocrazia.

L’iniziativa del Centro è un’incognita: nessuno sa come sarà applicata.

Splitting o calcolo fiscale alternativo? L’iniziativa lascia la questione aperta; la decisione verrebbe presa solo dopo la votazione. All’interno dello stesso Centro non c’è consenso: la disposizione transitoria dell’iniziativa prevede il calcolo fiscale alternativo, mentre esponenti di spicco del Centro promuovono lo splitting. Le conseguenze per i contribuenti e i costi per la Confederazione variano notevolmente a seconda del modello scelto.

A seconda del modello, la Confederazione perderebbe ogni anno da 700 milioni a 3 miliardi di franchi. L’iniziativa non specifica quali sarebbero le conseguenze: tagli alle prestazioni, indebitamento o aumento delle imposte. Tutto questo proprio nella stessa domenica di votazione in cui decideremo sull’aumento dell’IVA a favore dell’AVS. Paghiamo miliardi per un vantaggio praticamente nullo, perché l’obiettivo dell’iniziativa è stato raggiunto già da tempo. È una scelta irresponsabile.

L’iniziativa del Centro è ingiusta: un regalo fiscale per i redditi più alti

A trarne vantaggio sarebbe soprattutto il 10% della popolazione con i redditi più alti indipendentemente dal modello d’applicazione scelto. La classe media non beneficerebbe quasi di alcun alleggerimento fiscale, mentre i single, le famiglie monogenitoriali e le coppie conviventi si farebbero carico delle perdite delle entrate fiscali. L’iniziativa abolisce la penalizzazione del matrimonio a livello federale per introdurre di fatto una penalizzazione della convivenza: le coppie non sposate con lo stesso reddito pagherebbero di più.

In caso di “sì”, il Parlamento dovrebbe elaborare in tempi ristretti una nuova legge, che a sua volta sarebbe soggetta a referendum. Fino ad allora, nessuno saprebbe quale sistema fiscale sarà in vigore a partire dal 2032. Cantoni, Comuni e imprese sospenderebbero i progetti di riorganizzazione in corso. La politica fiscale rimarrebbe per anni in balia dei giochi politici. Ma la popolazione e l’economia hanno bisogno di un quadro affidabile.

L’iniziativa del Centro è un ritorno al passato, danneggia la parità e i lavoratori qualificati

L’imposizione congiunta penalizza il secondo reddito che nella maggior parte dei casi è conseguito dalle donne. L’imposizione individuale elimina questo cattivo incentivo: ogni ora di lavoro viene valorizzata, la previdenza individuale viene rafforzata e si possono occupare fino a 44 mila posti di lavoro a tempo pieno supplementari in Svizzera.

L’iniziativa rappresenta un passo indietro e sancisce nella Costituzione federale il cattivo incentivo del passato. Ciò danneggia le donne e l’economia.

Basta con la confusione fiscale. NO all’iniziativa fiscale inutile del Centro.

Un «no» significa che l’imposizione individuale entrerà in vigore come deciso dal popolo l’8 marzo 2026.
L’imposizione individuale significa stesso reddito, stesse imposte indipendentemente dallo stato civile.
Un sistema fiscale unico in tutta la Svizzera a partire dal 2032.

«Cosa significa votare no per gli indecisi?  

no = mantenimento della decisione popolare dell’8 marzo 2026, niente di nuovo, niente di rischioso.